Machu Picchu da Rio Branco


post_ITScritto nel 2008.
La mia conoscenza del Perù era limitata fino alla scorsa settimana ai racconti del libro Cuore, del racconto strappa-lacrime “Dagli Appennini alle Ande”, o dal film Madonna che silenzio c’è stasera, in cui il comico Francesco Nuti ripeteva che le cose importanti della vita erano 3: “O tu sposti la chiesa, o tu vinci al totocalcio, o tu vai ni Perù”.


Secondo il “mantra” del mio conterraneo attore, io quindi potrei sentirmi da oggi a posto: chiesa e totocalcio ci avevo rinunciato da tempo.
Con queste vaghe reminiscenze, da Rio Branco (Acre/Brasile), 6 giorni fa siamo partiti alla scoperta degli Inca: io, mia moglie Nadir, e gli amici Luca e Stella.
4 ore di viaggio, a 55 reais a testa, per arrivare di taxi alla frontiera di Assis Brasil, con il Peru. Da li, ci vogliono altre 4 ore di taxi (stancanti per caldo e musica “a palla” in macchina, a 40 soles a testa) per arrivare a Puerto Maldonado, citta peruviana nata attorno all’ampio fiume Madre de Dios nel quale in passato si ricercava l’oro.

Puerto Maldonado (Peru) – venerdì sera e sabato mattina

IMG_1554Qui, abbiamo trovato conveniente passare la notte in ostello, con decenti camere a 35 soles (in attesa dell”aereo per Cuzco il giorno dopo). Ci rinvigorisce la ottima e abbondante cena, con pollo e patate fritte (un must in Peru), al ristorante Estella, posto che la guida Lonely Planet consiglia, con l’assaggio della birra Cusquena insieme alla bibita nazionale più bevuta: l’Inca Cola. La prima bevanda é da consigliare, la seconda sembra una spremuta di chuwin-gum: assaggiarla per curiosità una volta va bene, poi basta e avanza.
La mattina seguente, facciamo colazione nel mercato cittadino (foto) e poi via, all’aeroporto, per il nostro volo verso Cuzco (30 minuti di tempo).

Cuzco – sabato pomeriggio e domenica mattina.

Verso le 14.30, aspettando di trovarsi con Monica Baroli e Cecilia, amiche milanesi giramondo, troviamo sistemazione in un ostello a 3 minuti di cammino da bella e centrale Placa das Armas. Con 30 reais (8 euro) a notte per camera (Imperial Palace, imperialpalace@hotmail.com) concludiamo la negoziazione con la padrona. Ci possiamo stare: l’indole parsimoniosa lucchese è soddisfatta; l’’ostello è accogliente.
IMG_1579 (1)La sera, l’allegra comitiva è a cena (foto) con Francesco Caneva e la moglie Claudia, missionari laici in Perù, oltre che conterranei lucchesi. Nadir e Stella hanno il mal di testa, perchè accusano l”altitudine di 3500 metri di Cuzco. In generale, la comitiva è stanca, infreddolita, ma soddisfatta. Cuzco, almeno il centro, è una città  molto bella, con aiuole curate come se fossimo a Ginevra, piena di giovani, locali, negozietti dove incontrare i coloratissimi tessuti peruviani. Io, per il freddo, mi compro subito un variopinto berrettino di lana con due lunghi pom pom ai lati, Nadir um bel maglione di lana grossa rosso. Il mio berrettino (che indosso nella foto sotto), diventerà  durante questo viaggio, come la coperta di Linus….

IMG_1811 (1)La domenica mattina facciamo colazione con ben  26 soles a testa (praticamente quasi una notte all’ostello) in una via attigua a Placa das Armas, una passeggiata in centro e nel pomeriggio c’è la partenza per Machu Picchu, raggiungibile combinando autobus e poi treno.

Machu Picchu – domenica sera, lunedì, martedì mattina.

Vale la pena visitare questo sito archeologico con la formula che abbiamo scelto: due giorni e due notti, arrivando da Cuzco a Aguas Calientes (cittadina ai piedi del sito archeologico) la sera. Sconsiglio di fare Machu Picchu partendo da Cuzco di mattina all’alba e rientrarci la sera stessa: secondo me é una “sfacchinata” alla fine poco godibile (tra ore di treni, taxi, ascensioni a piedi).

Il sito archeologico ha un fascino incontestabile, una sua energia palpabile. A volte di fronte a monumenti storici mi sono sentito un pò insensibile, chiedendomi in silenzio accanto a giapponesi impazziti nell’immortalarsi in foto, un laconico “bhè…, tutto qui?”: Machu Picchu non rientra in questo caso.

Discesa dal Waynapicchu
Discesa dal Waynapicchu

Per chi volesse organizzarsi per conto suo (altrimenti l’alternativa sono i pacchetti realizzati da agenzie turistiche a Cuzco), l’ingresso alla città archeologica costa 122 soles (31 euro). La guida personale comunque credo sia utile, anche se siete “armati” di guide cartacee, come Lonely Panet. Se non si soffre di vertigini, merita assolutamente salire sulla montagna di fronte, il Waynapicchu a 2700 m. (ma attenzione, la discesa non è uno scherzo), usato dagli Inca per studi di astrologia, avvistamento militare …e magari… per portarci le proprie “ganze”… (ho pensato maliziosamente).

Ma, secondo la nostra guida Washington, pare che di “ganze”-amanti a Machu Picchu ce ne fossero poche. Sono stati rinvenuti molti corpi femminili e altrettanti maschili, questi ultimi castrati: c’è la teoria che la città  fosse principalmente un luogo di preghiera, un monastero per sacerdotesse.
Dopo la discesa dal Waynapicchu, faccio le ultime foto agli affascinanti pietroni di Machu Picchu e scelgo di scendere a piedi fino all’albergo a Aguas Calientes (45 minuti). La sera sono stanchissimo, ma decisamente soddisfatto. Anche gli altri lo sono.

Cuzco – ultimo giorno.

Martedi nel primo pomeriggio ritroviamo Cuzco. “Preoccupati” che troppa cultura e archeologia potesse farci male, ci siamo lanciati nello shopping. Cuzco invoglia veramente a farlo. Io ne sono uscito con scarpe nuove dal negozio Bata, Nadir con vari e colorati tessuti peruviani, una scorta di tè di coca, un assaggio di vini del Peru, frullati, ecc…..
IMG_1658La sera siamo di nuovo a cena con Francesco Caneva, che insiste senza successo (ci credo, pare una pantegana arrostita), per farmi provare la prelibatezza culinaria peruviana: porcellino d”india con patate.

Il giorno dopo, mercoledì, siamo già  sull’aereo in rientro per Puerto Maldonado e sul consecutivo chiassoso taxi (compagnia Nuevo Peru di Puerto Maldonado, tel. 574235) fino a Assis Brasil, nel nostro Acre brasiliano.

Consiglio questa gita. Ottima da fare in almeno 2 persone, per dividere le spese di trasporto e condividere le emozioni.

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