Due formule per avere un brand forte


Sto leggendo due libri sulla gestione del brand molto interessanti.

Il target di questo post è aiutare piccole aziende a sapersi muovere nel mondo del marketing. Quindi non do per scontato nulla: cosa si intende per brand?
Brand è il valore intangibile che può avere la mia azienda nella testa delle persone. UN esempio: può esistere un ristorante “A”, in cui la gente fa la fila per prenotare un tavolo, ed un altro ristorante “B”, a pochi isolati nella stessa città, che pur valendo monetariamente di più per strutture e personale, non ha cliente fedeli e disposti a fare la fila come nel ristorante concorrente. Come mai?
Perchè i consumatori sono particolarmente fedeli a Coca-Cola, meno a Pepsi?
Dipende da avere un branding forte, dall’essere diventati simboli, risvegliare emozioni e valori, sottolineare differenze di classe, di personalità, a cui le persone tengono.

Il libro brasiliano “Os 4 Es de Marketing e Branding” (“le 4 E del marketing e branding”, di Augusto Nascimento e Robert Lauterborn), è interessante sia perchè racconta la nascita e le trovate di marketing dei più grandi brand del mondo, sia perchè fornisce alla fine una ricetta per poter far crescere il valore di una marca. Credo sia applicabile anche all’alimentari dell’angolo…

Con le “4 E”, gli autori suggeriscono di:

  • Entusiasmare i propri dipendenti;
  • Incantare (in portoghese inizia com la E: “Encantar”) i propri clienti;
  • “Enloquecer” – far impazzire la concorrenza;
  • Arricchire tutti (un concetto in linea con il marketing 3.0 di Kotler).

Come  implementare nello specifico queste 4 azioni? Con un video nei prossimi giorni approfondirò meglio i 4 punti.

Sul fronte europeo, un altro libro è lettura stimolante per la questione brand.
Si chiama “Power Brands”, di Jesko Perrey e Marco Mazzú.

Di questo libro sono solo alle prime 100 pagine, delle 370 complessive, ma già si può carpire una “formula”. Per gli autori, i tre fattori di successo della marca sono una combinazione di:

  • Art (combinazione di benefici razionali e emozionali, coerenza e creatività nella comunicazione),
  • Scienze (controlli e ricerche di mercato costanti),
  • Craft (gestione del brand a livello di top management e amore per i dettagli eccellenti). Sono ben approfonditi gli esempi che si trovano nelle pagine, com marche come Ikea o Nivea.

Anche di questa triade (art, scienze e craft) approfondirò. Sicuramente nell’art rientrano le arti narrative, lo storytelling, che sta diventando una parola molto usata in pubblicità e marketing. Ne ho approfondito qui, con un Podcast, sul significato di fare storytelling per il business.

Spero di aver scritto cose utili. Alla prossima.

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